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08-03-2012

Promettenti prospettive di lavoro per i futuri Chimici


Il primo contratto arriva in media dopo circa 2 mesi dalla laurea, e per il 46% dei casi è a tempo indeterminato.
Un sogno? No, per i chimici nel nostro paese le prospettive di lavoro e di carriera sono più rosee che mai. Dall’industria farmaceutica all’agroalimentare, dai beni culturali all’ambito sanitario, il mercato del lavoro ha un gran bisogno di loro

Per moltissimi giovani la laurea, anziché essere un punto di approdo, è invece un doloroso inizio, fatto di tentativi, colloqui, ricerca di opportunità, stage che non portano da nessuna parte. Per molti, ma non per tutti. Ci sono lauree che – come evidenzia annualmente il rapporto Excelsior di Unioncamere – sono ancora capaci di dischiudere con relativa facilità una carriera di successo. La sorpresa di quest’anno - ma proprio una grande sorpresa non è – sono le lauree chimiche. I dati parlano da soli. Ad un anno dal conseguimento del titolo lavorano otto giovani su dieci; e il 46% di questi entra subito con un contratto a tempo indeterminato. Il 26% passa per contratti a tempo determinato, che si trasformano però presto in assunzioni stabili. Non solo: in media – secondo l’osservatorio Almalaurea - occorrono 2,6 mesi tra la laurea e la firma del primo contratto. Un sogno? No. Grazie alle sue pressoché infinite applicazioni, la chimica crea posti di lavoro in moltissimi settori, dagli enti pubblici alle imprese, fino alla più classica industria farmaceutica. Secondo il rapporto Excelsior, le imprese nel 2011 avrebbero inserito quasi 4.000 laureati in indirizzo chimico-farmaceutico, oltre a 2.400 periti chimici (dunque diplomati). E quanto ai 4.000 “dottori”, si calcola che le aziende abbiano faticato a trovare circa un quarto di loro. Il mercato dunque vuole chimici e in molti casi fatica a trovarli. Ecco perché merita un approfondimento una delle professioni più interessanti dell’attuale mondo del lavoro, con l’intento di fornire indicazioni utili a tutti i giovani che ancora non hanno deciso quale sarà il loro futuro percorso universitario.

DOVE LAVORA

Agricoltura, alimenti, tessili, carta, metallurgia, ceramica, plastica elettronica, salute pubblica, ambiente: cosa hanno in comune settori così diversi tra loro? Semplice. A tutti è indispensabile la chimica, e di conseguenza il ruolo dei chimici in azienda. Ma vediamo nello specifico gli ambiti in cui un laureato in chimica può trovare collocazione.
Sicurezza. Nell’ambito della sicurezza e dell’igiene del lavoro, il chimico può collocarsi come ASPPR, acronimo che sta per Addetto Servizi Protezione e Prevenzione, oppure come RSPP, Responsabile Servizi Protezione Prevenzione, ma anche lavorare nella valutazione del rischio. All’interno di aziende che utilizzano sostanze e gas pericolosi o tossici può assumere la direzione tecnica degli impianti o delle operazioni che impiegano tali gas.
Impianti industriali e civili. Qui il ruolo dei laureati e dei periti chimici è più che mai indispensabile, dal momento che si possono occupare di trasporto di merci pericolose (ADR), perizie giurata sui veicoli, accertamenti su navi, progetti, certificazioni, interventi incendio, perizie e indagini di chimica legale, di controversie assicurative, di danni e di frodi commerciali, ma anche di brevetti, di esplosivi, di elaborazione di piani o di progetti di messa a norma e di valutazione di rischio.
Qualità. Come consulenti, ispettori, valutatori o esperti, in ambito qualità i chimici possono occuparsi di accreditamento, qualità dei prodotti, conformità alle norme di qualità (es: ISO) di prodotti, procedimenti e laboratori.
Ricerca e sviluppo - assistenza tecnico/scientifica per le aziende di produzione. In questo settore trovano impiego presso grandi, medie piccole aziende, consorzi di area e di filiera, laboratori analisi, oppure negli uffici brevetti, nelle divisioni Marketing e assistenza commerciale o in attività di formulazione di prodotti.
Enti pubblici. Hanno bisogno dei chimici gli enti locali (Regioni, Province e Comuni), ma anche gli enti statali (es. gli enti di ricerca), le ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente), le ASL (Aziende Sanitarie Locali), le dogane e i corpi speciali delle forze di polizia (Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato eccetera).
Ambiente. Questo ambito, molto vasto, comprende sia le pratiche legate alla sostenibilità e ai controlli ambientali (utilizzo risorse energetiche; monitoraggio e gestione delle acque primarie e reflue: potabilizzazione, gestione reti, depuratori, riutilizzo; certificazioni; valutazioni di Impatto Ambientale; misurazioni del microclima e del rumore; misurazione dei campi elettromagnetici) sia quelle legate alla gestione dei rifiuti: classificazione, trattamento e riciclo, smaltimento in discarica, bonifiche dei siti contaminati.
Sanità. Chimica clinica, biochimica, tossicologia, erboristeria e prodotti dietetici sono gli ambiti in cui trova applicazione il lavoro dei professionisti della chimica in ambito sanitario.
Farmaceutica e cosmesi. E’ uno dei settori forse più promettenti (e remunerativi): qui il laureato o il diplomato può lavorare nella ricerca scientifica e nella formulazione dei farmaci, ma anche nella produzione, nel controllo delle materie prime e nella valutazione della qualità, oltre che nell’informazione scientifica. un dato interessante: tra le prime 35 imprese che offrono il migliore ambiente lavorativo in Italia (indagine Best Workplaces Italia 2011), ben 9 operano nei settori farmaceutico e dei dispositivi medici. Il 53% degli occupati totali dell’industria farmaceutica italiana sono occupati nell’area della Ricerca e Sviluppo. Territorialmente, la percentuale maggiore di operatori di questo ambito è presente in Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto.
Agroalimentare. Altro vasto campo di applicazione è quello legato alla filiera agroalimentare, che necessita di professionisti che operino ne trattamento dei terreni e dei prodotti, ma anche nella trasformazione delle materie prime di origine vegetale e animale, nel controllo qualità. Una laurea in chimica potrebbe essere richiesta anche alle figure preposte alla direzione dei processi produttivi in ambito alimentare.
Beni culturali e architettonici. Tutt’altro campo ma uguali ampie possibilità di impiego: i beni storico-artistici hanno bisogno di chimici del restauro e di “dottori” di materiali e supporti (legno, carta, tela, metalli eccetera).
Università. Anche la ricerca accademica rappresenta un naturale sbocco per i chimici, i quali spesso – una volta conseguita la laurea – rinviano di alcuni anni l’ingresso nel mondo produttivo per restare in ateneo, dove possono contare su borse di studio di una certa consistenza, magari maggiori della media degli stipendi di un neolaureato.
Insomma, è evidente che un curriculum chimico offre un ampio ventaglio di possibilità lavorative, e non solo come dipendenti ma anche come imprenditori capaci di fornire servizi in outsourcing ad alto contenuto innovativo.

COME ESERCITA LA PROFESSIONE

Per esercitare la professione è indispensabile l’iscrizione nell’albo dei chimici, cui si accede solo dopo il superamento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione. L’albo è suddiviso in due parti: la sezione A e la sezione B, dedicate rispettivamente ai professionisti in possesso di laurea specialistica e a quelli in possesso di laurea triennale. Ai primi spetta il titolo professionale di “chimico”, mentre i secondi sono classificati come “chimici juniores”.
In particolare possono iscriversi alla sez. A dell’Albo coloro che sono in possesso della laurea in una delle seguenti classi: Classe 62/S Scienze Chimiche, Classe 81/S Scienze e tecnologie della Chimica, Classe 14/S Farmacia e Farmacia Industriale. Alla sez. B dell’Albo possono iscriversi invece coloro che sono in possesso della laurea in una delle seguenti classi: Classe 21) Scienze e Tecnologie Chimiche, Classe 24) Scienze e tecnologie farmaceutiche. L’Ordine dei Chimici si articola in quarantuno Ordini Territoriali costituiti a livello provinciale, interprovinciale, regionale ed interregionale.

Fonte: Bollettino del Lavoro